Sede

 

La Società del Corpo di Cristo elesse fin dall'origine come propria sede la cappella del Duomo a sinistra dell'altare maggiore, dedicata appunto al culto del Santissimo Sacramento. Non è qui il caso di soffermarsi sull'architettura e le decorazioni, ampiamente descritte, con ricchezza di illustrazioni, nella recente guida pubblicata da don Franco Negroni e da Giuseppe Cucco [1]. Numerose sono le commissioni ed i pagamenti ad artisti ed artigiani non solo per le opere d'arte più note, ma anche per manufatti artigianali, decorazioni, apparati e così via, tramandate sia dai Libri delle Risoluzioni Consiliari, che dai vari registri contabili, e solo in minima parte pubblicate dal Gronau [2].

Le sedute del consiglio avvenivano nella Sacrestia dell'Arcivescovado, come apprendiamo dai libri delle risoluzioni, secondo un rituale ben prestabilito dal capitolo XII degli statuti del 1583. Inoltre, fin dal 1511, la Società ebbe in uso una stanzetta ove riporre le carte dell'archivio e le ricche suppellettili sacre [3].

Fino al XIX secolo, dunque, non si avvertì mai l'esigenza di fornire la Cappella di una sede autonoma, soprattutto a causa delle sue funzioni, che la legavano strettamente alla Chiesa Metropolitana. Ma, in seguito alla riorganizzazione decretata con lo statuto del 1865 e alle nuove attività che ne seguirono [4], le esigenze mutarono radicalmente.

In una riunione del 1867 il Presidente espose la necessità di riunire in una sola sede le varie scuole di musica, che fino a quel momento si trovavano dislocate in diverse sedi. L'istanza venne benevolmente accolta dal Consiglio municipale, interessato ad incrementare l'istruzione musicale, e il 6 giugno 1867 il sindaco comunicò ufficialmente la decisione di cedere alla Cappella l'uso gratuito del fabbricato, denominato delle Maestre Pie, sito in via Valerio e di proprietà dell'Asilo infantile «Lorenzo Valerio», che in seguito, fra il 1936 e il 1937, la Cappella acquistò [5].

Il palazzo assegnato alla Cappella è un antico fabbricato le cui origini restano oscure [6]. Certo la parte superiore dell'edificio fu costruita su strutture più antiche: sul seminterrato, strutturato in possenti archi a volta, si erge il pianterreno, che risale al XIV secolo, come testimoniano le colonne e i capitelli, venuti alla luce durante i recenti lavori di ristrutturazione, il cui stile si avvicina a quelli dell'adiacente palazzo Perori [7]. Sempre al piano terreno si può ammirare un camino di bellissima fattura del secolo XV che reca, al centro della fascia, uno stemma raffigurante un braccio che regge un cero attraversato da un cartiglio con una didascalia le cui lettere appaiono corrose dal tempo e perciò di dubbia interpretazione. Lo stemma appartiene all'antica famiglia urbinate dei Cerioni [8] ma ciò non è sufficiente a provare che l'antico fabbricato fosse la residenza di tale famiglia, perché il camino potrebbe esservi stato collocato in tempo diverso.

A parte le ipotesi suggerite da questo originario complesso edilizio, che meriterebbe un approfondito studio, di certo sappiamo che sull'antica struttura, nel 1730, il Cardinal Annibale Albani fece erigere un altro piano per ospitare il collegio delle Maestre Pie [9]. Un'iscrizione, conservata nella sala grande del piano superiore, testimonia la riconoscenza delle religiose:

 

ANNIBALI. ALBANO. S.R.E. CARD. CAMERARIO

CLEMENTIS. XI. FRATRIS. F.

QUOD. HAEDES. HASCE. CERTOSQUE. FUNDOS. LARGITUS. FUERTT.

PIARUM. VIRGINUM. URBINI. COLLEGIUM.

PATRONO. MUNIFICENTISSIMO.

P. C. ANNO. DOMINI. MDCCXXXHI.

SESTO. KAL. MAI.

 

 


 

[1] F. negroni e G. cucco, Urbino. Museo Albani, Bologna, Calderini 1984 (Musei d'Italia. Meraviglie d'Italia, 18), pp. 9-11 e 17-29, nn. 48-95.

[2] G. gronau, Documenti artistici urbinati, Firenze, Sansoni 1936, pp. 171 sgg.

[3]  a.c.m., tit. II, busta 3, fase. III, ce. 412-414.

[4]   Sull'attività della Cappella musicale si veda la relazione del sindaco Gualdesi stilata nel 1907, a.c.m., tit. Vili, busta 1, fase. I, ce. 1-4, e j. parenti, Un quinquennio..., pp. 44-47.

[5] j. parenti, Un quinquennio ..., p. 36; B. ligi, Memorie di musica ..., p. 144 sg. In occasione del trasferimento, il Municipio affidò l'incarico di riordinare e organizzare le varie scuole di musica all'urbinate Coriolano Biacchi, maestro di violino.

[6]   Una breve descrizione è fornita da f. Mazzini, I mattoni e le pietre di Urbino, Urbino, Age 1982, p. 296 sg.

[7] Per una succinta descrizione del palazzo Peroli si veda f. Mazzini, I mattoni ..., p. 289 sg. Il palazzo fu, per un certo periodo, sede delle Clarisse; ampie informazioni su quest'ordine di religiose e le relative vicende sono fornite da B. ligi, Monasteri benedettini nella Diocesi di Urbino dal secolo IX al XV, Urbania, tip. Bramante 1965, p. 75 sgg., che narra anche come le suore furono cacciate dal loro Convento di S. Chiara.

[8]   B.u.u., Fondo del Comune, Ms. 165: l. nardini, Raccolta di stemmi di famiglie patrizie urbinati.

[9] Sulle Maestre Pie si veda A. lazzari, Delle chiese di Urbino e delle pitture in esse esistenti. Compendio storico, Urbino, G. Guerrini 1801, p. 155.