La Cappella musicale del SS. Sacramento nella Metropolitana di Urbino è già stata oggetto di ampie ricerche; in particolare il canonico Bramante Ligi, delineando una storia generale della cultura musicale urbinate, si sofferma sui Maestri di Cappella, sui musici e sui cantori avvicendatisi nei secoli e sui loro rapporti con l'istituzione, fornendo ampie notizie, che pure, in qualche punto, sarebbero da rivedere e aggiornare [1].  D'altro lato il Parenti, nella parte iniziale di una sua relazione, purtroppo non facile da reperire, traccia un quadro preciso, anche se non molto particolareggiato, dei mutamenti intervenuti dopo la metà dell'Ottocento nell'amministrazione dell'ente [2].

Considerando, però, l'importanza di alcuni documenti, finora mai studiati o citati, che mi sono passati fra le mani nel corso del lungo e faticoso lavoro di riordino dell'archivio, credo opportuno soffermarmi, sia pur brevemente, su alcuni aspetti, non ancora studiati, della storia di questa gloriosa istituzione, avvertendo anche che molte testimonianze importanti circa la storia del nostro istituto saranno certo conservate presso l'archivio capitolare, dati gli strettissimi legami che unirono per secoli le due istituzioni; purtroppo, tale archivio non é accessibile agli studiosi.

 

 

Origini

 

Non è possibile ricostruire nei particolari le origini della Cappella del SS. Sacramento poiché, come lamentano tutte le fonti, sia antiche che moderne, il primo volume delle risoluzioni consiliari, e forse anche altri documenti antichi, andò distrutto in un incendio nel 1546, come si vedrà meglio in seguito. Il più antico libro delle risoluzioni consiliari attualmente conservato è solamente il secondo, come si deduce chiaramente dalla sua intestazione:

 

Al Nome di Iddio e del Sacratissimo Corpo di Christo protettore et advocato dell'infrascritta Capella del Corpo di Christo d'Urbino. Questo è l'altro libro della Capella del Sacratissimo Corpo di Christo di Urbino: incominciato ne gl'anni del Signore M.D.LI nell'Indittione nona del tempo del Santissimo Padre Papa Julio iij, et, à dì primo di ginaro al tempo de' Reverendi, Magistrati e spettabili conseglieri rispettivamente: Nel quale si conterranno, e saranno annotati le Constitutioni che si faranno per detta Capella nel tempo de gl'infrascritti Conseglieri e lor sucessori, gli huomini de quali sono gl'infrascritti cioè, Alessandro Marsilio advocato, Guido Santinello procuratore, Giovan Baptista Baldi Massaro, Horatio Giordani notario, Domenico Passionei, Stefano Santucci, Benedetto Bonaventura, Raphael Staccoli, Roberto Santucci, Giovanni Francesco Ciarla, Francesco Benedetti, // (e. 1v) Guido Genga, Jacomo Paciotto, Giovanni Francesco Cartolari, Federico Taddei, Cristoforo Trombetto, Conseglieri per l'anno 1551 [3].

 

Neppure la data di fondazione della Cappella del SS. Sacramento era conosciuta con precisione dagli storici locali; essa anzi veniva spesso confusa con quella della famosa donazione della cartiera di Fermignano da parte di Guidubaldo da Montefeltro.

Solo una memoria storica, redatta dal conte Francesco Maria De Pretis nel 1827, fornisce una precisa indicazione:

 

... da una Bolla in carta pergamena d'Indulgenza emanata dal Vescovo Gio. Pietro Arrivabeni in data del 1. settembre 1499, che originalmente conservasi nell'archivio del R.mo Capitolo, si rileva a piena evidenza che nella Chiesa Cattedrale d'Urbino fosse eretta nell'anno medesimo la V. Società del SS. Sagramento, come dalle seguenti parole della Bolla medesima «... cum itaque, Domino inspirante, nuperrime in Cathedrali Ecclesia nostra Urbinate prò veneratione tanti (sic) Sacramenti magnus fervor et devotio populi adeo invaluerit ut, erecta ibi sub certis religiosis ordinationibus Societate Corporis Christi nuncupata, maximus numerus utriusque sexus prò consequendis divinis gratiis et spiritualibus suffragiis in ea se describi fecerit, et quotidie idem numerus novis accessionibus augeatur. Nos cupientes ... [4]

 

Così, purtroppo, si interrompe la citazione, che non è possibile verificare, vista l'impossibilità di accedere all'archivio dell'Arcivescovado.

In ogni caso, anche soltanto in base ai documenti conservati nell'archivio, credo di poter affermare con una certa sicurezza che la Cappella del SS. Sacramento, o meglio la Compagnia del Corpo di Cristo, come si chiamava in origine, fu fondata come istituzione autonoma con finalità ben definite proprio nel 1499.

Particolarmente interessanti sono, a questo riguardo, le informazioni fornite dal più antico libro contabile dell'archivio [5]; l'intestazione stessa di questo primo mastrino è significativa: «Adì xxviij de marso 1499. Cassa de intrata de la Compagnia nova del Corpo de Christo» (e. lv). L'aggettivo «nova» e un'ampia serie di elementi, forniti dallo stesso mastrino, fanno chiaramente riferimento ad una fase organizzativa del «nuovo» istituto. Alle carte 3r e 7r è registrato un pagamento: «Adì v septembre 1499: a Filippo depintore de Rancitella infrascripto deve havere fiorini doi per sua mercede per havere depinto l'insegnia della ditta compagnia»  [6]. Ora, è naturale che l'esecuzione del simbolo della Compagnia sia stata commissionata subito o poco dopo la sua fondazione. Ed ancora, sempre nello stesso registro, dopo molte carte bianche, si trova un inventario di vari oggetti e beni preceduto dalla intestazione: «In nomine Domini Amen. Qui se farà ricordo de panni et altre cose che intrassero a la giornata a la Compagnia del Corpus Domini et primo per insino adì v de giugno 1499» (e. 190r). Sono ancora poche cose, come si addice ad un ente appena agli inizi. Infine, la «Lista de li Massari de la Compagnia del Corpo de Christo quali hanno tenuto el conto de l'entrata et uscita de la Capella [...]», comincia così a e. 194v: «1499 Giovan Francesco de Paulo de Guido».

Questo primo mastrino, tanto prezioso al fine di definire la data di fondazione della Cappella  datazione che certo potrà essere riveduta alla luce di nuovi eventuali documenti  probabilmente si salvò dal rogo degli altri documenti poiché il massaro, dopo averlo ricevuto in consegna, lo conservava presso di sé, secondo il costume del tempo.

Due documenti successivi affermano che fondatore dell'istituzione fu Guidubaldo da Montefeltro: negli Statuti urbinati del 1559 (doc. 2) questi viene appunto definito «fundator et dotator dictae Capellae». Inoltre, Francesco Maria II della Rovere, in una lettera dispositiva scritta in occasione di una controversia con il Vescovo di Urbino, di cui ci occuperemo meglio in seguito, afferma che i duchi vanno considerati, oltre che «padroni et superiori», anche «principali fondatori» della Cappella (doc. 4). In realtà, però, queste testimonianze potrebbero riferirsi non precisamente alla fondazione della Cappella, ma alla munifica donazione della cartiera di Fermignano, che tanto peso ebbe nella vita del nostro istituto.

Certamente la Societas Corporis Christi, come viene definita dall' arcivescovo Arrivabeni, fu fin dalla sua origine completamente distinta dalla Confraternita del Corpus Domini, fondata in Urbino fin dalla metà del XIV secolo [7], anche se il Cardinale Annibale Albani, protettore della Cappella, accarezzò l'idea, in pratica mai realizzata, di fondere le due istituzioni [8].

 

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[1] B. ligi, La Cappella musicale del Duomo di Urbino, Roma, Ed. Psalterium 1933 (Note d'archivio, 2), e, più recentemente, Memorie della musica sacra. Canto presso gli ebrei, canto gregoriano, canto polifonico, la Cappella musicale del Duomo di Urbino, Urbania, Tip. Bramante 1977.

[2] J. parenti, Un quinquennio nell'amministrazione della Cappella musicale di Urbino, Urbino, Steu 1938.

[3] A.C.M., Libri delle Risoluzioni Consiliari, I (1551-1580), e. lr-v.

[4] B.u.u., Fondo del Comune, Ms. 61, e. 9r. Il volumetto è composto di vari opuscoli, alcuni manoscritti altri a stampa, riuniti sotto il titolo complessivo Memorie interessanti per la Ven. Cappella del SS.mo Sagramento eretta nella Chiesa Metropolitana di Urbino raccolte da me Cav. Francesco M. Conte De Pretis nell'anno 1827.

[5] a.c.m., Mastrini, I (1499-1517).

[6] a.c.m., Mastrini, I (1499-1517), ce. 3r e 7r; la medesima annotazione è riferita, senza alcun commento, anche dal ligi, La Cappella ..., p. 24, nota 1. Si tratta del pittore urbinate Filippo di Battista Gueroli da Rancitella, che operò fra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI, cfr. B. cleri, Una sentenza arbitrale del 1520 circa i dipinti del vadese Fabrizio Fabrizi in S. Maria in Val d'Abisso a Piobbico, «Notizie da Palazzo Albani», X, 1981, fase. 2, pp. 44-48. Nello stesso mastrino figurano altri pagamenti a favore di Filippo da Rancitella.

[7] L. MORANTI, La Confraternita del Corpus Domini di Urbino, Ancona, Il Lavoro Editoriale 1990 (Quaderni di Notizie da Palazzo Albani, 2).

[8] b.u.u., Fondo del Comune, Ms. 61 Ex actis S. Visitationis R.P.D. Thomae Mariae Ma-relli Archiep. Urbinaten. De Societate Capellae SS. Sacramenti, e. 76, vedi anche più avanti p. 27.