Concerto Cittadino

 

A questo punto occorre soffermarsi, seppure brevemente, sulle vicende del Concerto cittadino che fu dalla sua fondazione strettamente legato alla Cappella, sebbene tale attività fosse estranea alle finalità originarie dell'istituto.

L'istituzione del concerto risale al settembre 1798, quando lo stato maggiore della Guardia Nazionale ordinò alla Municipalità di organizzare una banda militare di strumenti a fiato da affiancare al corpo di guardia omonimo. La Municipalità, già impegnata a soddisfare con molti disagi le necessità delle truppe di occupazione, si rivolse alla Cappella come all'istituzione cittadina più idonea ad organizzare e a mantenere una banda. Infatti, nel consiglio del 7 settembre 1798, alla presenza del «cittadino Berioli Arcivescovo», noto per le sue simpatie repubblicane, si discusse l'argomento e, constatata una certa disponibilità finanziaria dovuta all'incremento delle entrate delle cartiere e della tipografia, si concluse di destinare tutte le risorse economiche eccedenti a favore della istituenda banda [1].

Formalmente la nuova banda era alle dipendenze della Municipalità, mentre la Cappella si limitava a fornire dei contributi economici [2]; in pratica la situazione era molto più confusa, come si deduce da una risoluzione del 16 luglio dello stesso anno:

... in luogo del signor Aldebrando Ricciarelli suonatore di obboe, asportato cogli altri detenuti a Venezia, si deputò ed elesse il signor don Paolo della Corte Portoghese, il quale unitamente a Stefano Ligi e Carlo Friggeri dovranno suonare nella Banda. Tale però si aggiunse dalla Cappella per aderire ai voti ed alle istanze della maggior parte della cittadinanza ed a condizione che il resto della Banda rimanga stipendiata dal Pubblico, e tutta intiera sia tenuta et obbligata d'intervenire a suonar gratis in tutte le processioni del Duomo ...[3]

 

Non sappiamo con precisione fino a quando la Cappella continuò ad erogare contributi a favore della banda. Certamente all'inizio dell'Ottocento l'istituto venne a trovarsi in gravi ristrettezze finanziarie, tanto da

 

... ridurre le musiche concertate cogl'istromenti da 5 principali solennità in tutto l'anno, onde risparmiare il soldo dei Sonatori lasciandoli quindi nella libertà di frattanto applicarsi ad altro provvedimento, al qual fine si è serbato loro l'onorario di due mesi a tutto il venturo Febrajo, ma sia pur anco diminuito per la quinta parte l'emolumento ai Cantanti ed a tutti gl'altri stipendiati della Cappella ...[4]

 

Certamente anche la banda risentì di questa crisi; tuttavia essa continuò a sopravvivere, tanto che nel 1831 prestava ancora servizio, anche se gratuitamente:

 

L'Illustrissimo Signor Gonfaloniere ha raccontato che ai 13 delle scorso luglio [1831] i Signori Bandisti da lui pregati, si recarono a Calmazzo per festeggiare la passata per quel villaggio dell'Illustrissimo Principe Cardinale Giuseppe Albani nostro beneficentissimo Protettore e Legato di questa Provincia, il quale venendo alla Legazione andò tosto a Senigallia per presiedere a quella Fiera; ed ha medesimamente narrato che in quella gita fatta in onore della Patria non hanno avuto né onorario né gratificazione di sorta alcuna, avendo solamente richiesto che di ciò si ragguagli il General Consiglio, affinché la cosa si sappia com'è. Tutta l'adunanza ricordante quest'atto di cortesia effettuato non senza disagio dei prenominati Bandisti, ha concordemente risoluto che se ne renda loro le debite grazie accompagnate da vive congratulazioni per l'onore che portano alla comune Patria ...[5]

 

Evidentemente il corpo bandistico si reggeva solo grazie alla passione dei suonatori; ma è probabile che negli anni successivi esso si sia dissolto, visto che non abbiamo trovato altre testimonianze sulla sua attività. Anzi, forse proprio per colmare il vuoto creato dal suo scioglimento, nel 1852 si tentò di istituire un vero e proprio Concerto cittadino. L'unica testimonianza da noi trovata di questo generoso tentativo è un opuscoletto intitolato appunto Regolamento pel Concerto musicale di Urbino [6]. I ben sessanta articoli del regolamento farebbero supporre una società ben organizzata, ma, forse per difficoltà pratiche, il concerto musicale non ebbe in effetti lunga vita, tanto che nel 1865 troviamo un altro Regolamento pel Concerto Municipale addetto alla Guardia Nazionale di Urbino [7]. Quest'ultimo organismo è ben diverso dal precedente: mentre il primo prevedeva una società di liberi cittadini, il secondo dipendeva direttamente dal Municipio ed era soggetto alla disciplina militare della Guardia Nazionale di Urbino. Forse il Municipio, visti i non felici risultati della Società del concerto, aveva voluto garantire un miglior esito creando una banda sottoposta alla disciplina militare. Ma certamente l'iniziativa non incontrò il favore dei cittadini, anche a causa del modesto livello artistico.

Il 19 ottobre 1874 un gruppo di «suonatori dilettanti», facendosi interprete delle aspettative cittadine, presentò una petizione al Municipio chiedendo di poter «costituire un concerto Municipale per decoro del Paese e per amore dell'Arte» [8]. Le prime prove del gruppo così ricostuito furono promettenti, ma in seguito difficoltà organizzative ed economiche permisero al concerto di vivacchiare a stento in un succedersi di scioglimenti e nuovi regolamenti [9].

 

 


 

[1]  A.C.M., Libri delle Risoluzioni Consiliari, Vili (1769-1803), e. 143r.

[2]  Tali sovvenzioni sono ricordate in diverse risoluzioni: si vedano, ad esempio, Libri delle Risoluzioni Consiliari, Vili (1769-1803), e. 152r, risoluzione del 27 dicembre 1799: «... e per pagati ai Bandisti d'ordine della Municipalità scudi 153.88 ...»; e. 187v, risoluzione del 5 dicembre 1803: «... similmente notificossi dal Mensale che altra partita di scudi 10 dovevasili abbonare nel conto della Banda ...». Inoltre, in una risoluzione del 9 giugno 1799 {ibidem, e. 146v) il consiglio della Cappella, facendo richiesta di materiali edilizi di scarto ricavati dalla distruzione del convento dei Cappuccini e ritenuti utili per accomodare il tetto della cartiera di Fermignano, si affida «alla condiscendenza e contemplazione di essersi dalla Capella impiegata qualche somma per stipendio della Banda militare ad intuito della stessa municipalità».

[3] a.c.m., Libri delle Risoluzioni Consiliari, Vili (1769-1803), e. 148v.

[4] a.c.m., Libri delle Risoluzioni Consiliari, X (1814-1819). La notizia è tratta da un foglio a stampa del 5 gennaio 1816, inserito a e. 19r del volume.

[5] 69  A.s.c, Consigli comunali, IV (1827-1831), p. 479, consiglio del 22 settembre 1831.

[6]  Ho potuto rintracciare presso la segreteria della Cappella Musicale solo una fotocopia del documento, con in fine la regolare approvazione richiesta in data 9 gennaio 1852.

[7]  Urbino, per Savino Rocchetti 1865.

[8]  A.s.c, Busta 41 (1881-1885), fase. 19. Tra i musicisti sottoscrittori compaiono quattro nomi che figuravano anche nella nota dei musicisti riportata in calce al regolamento del 1865: Giuseppe Tagliabracci, Augusto Alitti, Donato Moscati e Luciano Gianni.

[9]  Una breve storia dell'istituzione è tracciata dal parenti, Un quinquennio ..., p. 45 sg., ed una ricca documentazione sulle sue alterne vicende è conservata nell'archivio della Cappella e, soprattutto, nell'archivio storico del Comune. Vari aggiornamenti ai regolamenti sono datati agli anni 1882, 1884, 1921 e 1939; il regolamento del 1945 si trova in a.c.m., tit. V, busta 8, fase. I.